Wednesday, February 8, 2012

Le Cromie Danzanti di Monia Romanelli al teatro Morlacchi di Perugia


Sarà ufficialmente inaugurata sabato 11 febbraio alle ore 17,00, presso il teatro Morlacchi di Perugia, l’esposizione di arte contemporanea di Monia Romanelli.
“Cromie Danzanti”, questo il titolo della mostra che si avvale del patrocinio del Comune di Perugia, della Fondazione Perugia Assisi 2019 e presentata dalla giornalista e critica d’arte Sonia Terzino.
All’evento prenderanno parte, tra gli altri, l’Assessore alla cultura del Comune di Perugia Andrea Cernicchi ed il flautista Andrea Ceccomori.
Monia Romanelli, dopo essersi laureata con ottimi voti in lingue e letteratura straniera presso l’Università degli Studi del capoluogo umbro, fin dal 1998 opera nel panorama dell’arte contemporanea. Varie le tecniche ed i supporti sperimentati dalla creativa nel corso degli anni, come l’olio, l’acrilico, fino ad arrivare agli ultimi lavori realizzati con un mix di acrilico, olio e gesso su tela e legno.
Oltre venti le tele che presenta in questa sua personale che raccontano il cammino da lei svolto in questi anni.
Monia torna nel fantastico mondo dell’arte con lavori inediti, mai presentati prima al grande pubblico.
La sua è una pittura che trova il punto di forza nel colore, che nel corso del tempo è divenuto sempre più predominante ed intenso.
E’ dalle cromie che prendono vita le sue creazioni.
In queste ultimi lavori il colore diviene l’elemento basico del quadro, dai rossi intensi, dall’oro, dai gialli, dai blu, che sono poi le tonalità preferite fuoriescono papaveri, margherite, ma anche una flora marina, onirica, che porta l’osservatore nel mondo infinito del sogno e dell’immaginazione.
Sono mondi fantastici e surreali quelli cui Monia ogni volta attraverso mille pennellate di colore riesce a dare vita.
La mostra si potrà visitare fino al 31 marzo con ingresso gratuito

Sonia Terzino

Ufficio Stampa

Friday, February 3, 2012

Il San Giuseppe da Leonessa di Massimo Bigioni


Sarà donata dall’artista Massimo Bigioni alla Confraternita dei frati cappuccini di Leonessa un imponente opera d’arte che il pittore ha realizzato in onore del Santo Patrono della città. La cerimonia si terrà presso il Santuario di San
Giuseppe nella notte di venerdì 3 febbraio. Così nella grande chiesa che racchiude le spoglie del Santo, accanto agli affreschi di Giacinto Boccanera e dell’architetto Virginio Monti, ci sarà anche la tela del pittore leonessano. Un grande ed indissolubile amore lega la popolazione locale alla figura di San Giuseppe, e Bigioni figlio della sua terra ha voluto con questo lavoro rendere omaggio al Santo Patrono. Una pittura di altri tempi quella di Massimo che trova il suo punto di forza proprio nella rappresentazione dell’arte sacra. Il creativo, come gli artisti di epoche remote, trae ispirazione per le proprie creazioni dalle pagine più belle della bibbia e delle vite dei Santi. Sono tempi lontani che grazie a Bigioni tornano a risplendere su opere imponenti di grande valore sia stilistico che morale. Massimo, da sempre è animato da una profonda fede, da valori genuini che lo portano con magistrale capacità ad interpretare temi di grande valenza spirituale. Davanti a lui al suo modo di lavorare, di interpretare la pittura il pensiero corre alle botteghe d’arte del cinquecento e del seicento italiano, tornano alla mente le creazioni del Perugino, di Raffaello, di Michelangelo. Era l’epoca in cui l’arte aveva un valore spirituale assoluto e così gli artisti cantavano il loro amore per il Signore. Bigioni, sembra uscito da una di quelle botteghe, compagno di avventura di quei maestri animato dal desiderio di poter realizzare lavori che si accordano alle note dell’immortalità. Anche se la sua arte trova ispirazione nelle opere di Caravaggio, e del Murillo, dai quali riprende la forza, l’espressività della figura che tuttavia da lui viene ingentilita . Il suo sguardo diventa lucente ogni volta che varca la soglia di un santuario, di una chiesa, sia che sia una pieve di campagna o una grande cattedrale, la sua mente si perde tra quei dipinti, in quelle creazioni come a voler apprendere qualcosa da ognuno di loro.
Artista dall’animo puro, di una impalpabile sensibilità, un uomo che ha conosciuto sofferenze e sconfitte ma alle quali la vita gli ha regalato la capacità di riscattarsi proprio attraverso l’ arte.
Nasce così l’ultima fatica di Massimo, figlia in primis del suo amore per San Giuseppe da Leonessa, quel Santo che già in vita ha fatto tanti miracoli e conosciuto anche per le sue doti taumaturgiche. Fin dagli esordi nel campo dell’arte, Bigioni ha sempre desiderato realizzare un’ opera che rappresentasse il patrono della sua città. Non era importante per lui il posto dove fosse collocata, ma l’essenziale era che per i devoti fosse un’immagine davanti cui pregare. Osservando questo lavoro ci torna alla mente la Madonna del Parto di Piero della Francesca, e come il pittore toscano anche Bigioni ha visto prima l’uomo e poi il Santo in Giuseppe. Massimo ha voluto rappresentare una figura rassicurante, in cui ogni pellegrino, ogni credente può trovare conforto. Tra le calde cromie degli ocra, dei colori della terra, si erge la figura del Santo immortalato nel momento della sua liberazione in terra di Costantinopoli. San Giuseppe era un temerario, dopo aver preso i voti nella confraternita dei frati cappuccini, partì per le missioni arrivando fino a bussare al palazzo del re dei turchi, qui venne fatto prigioniero e per tre giorni tenuto appeso con una corda per un braccio ed una gamba fino a quando non fu liberato. Massimo con i suoi pennelli ha voluto raccontarci proprio questo momento, dove il Sacro arriva in aiuto dell’umano. Nel volto di San Giuseppe si vedono sia la paura , l’orrore per il pericolo scampato ma anche la temerarietà di chi non si arrende. E’ in questa capacità profonda, introspettiva, psicanalitica che si contraddistingue la pittura del creativo di leonessa. Negli occhi del Santo leggiamo come tra le pagine di un libro passato, presente e futuro, in quello sguardo fiero è racchiuso tutta la forza di una fede indissolubile che può sconfiggere re ed imperatori e spostare le montagne. Massimo non disdegna di dare ai suoi santi alle sue madonne i volti della sua gente è tra di loro, tra gli anziani che siedono sulle panchine, nei bar, tra la gente che vive in quei paesi di montagna che trova ispirazioni per le sue figure. Non vi è confine nei lavori di Massimo tra terra e cielo, dona ai suoi santi le sembianze umane e negli uomini scopre tutto il mistero del divino. Forse questa è una delle tele più intense che Bigioni ha realizzato, non solo ha intinto i pennelli nel cuore, ma ha voluto che il suo stesso sangue scorresse nell’opera. Di magistrale pathos la rappresentazione dell’angelo, un giovane ragazzo dal volto candido, dai tratti delicati che arriva in aiuto del fraticello a terra. Una grande preghiera che sgorga direttamente dal cuore e che Massimo dedica a San Giuseppe da Leonessa che sente così profondamente dentro se stesso.
Sonia Terzino

Tuesday, January 10, 2012

Massimo Bigioni insignito del premio culturale 2011 “Arte Seraphicum” pubblico riconoscimento al merito


E’ andata al pittore Massimo Bigioni, nativo di Leonessa in provincia di Rieti, il premio culturale 2011 “Arte Seraphicum” pubblico riconoscimento al merito.
La consegna della targa si è svolta all’interno della “Serata dell’Artista” ideata ed organizzata dall’editore della rivista Urbis et Artis Gastone Ranieri Indoni.
Una giuria di tecnici, presieduta da Anna Maria Salvati e composta dai critici d’arte
Emidio Di Carlo, Mara Ferloni, Sonia Terzino ha ritenuto Massimo Bigioni l’artista più idoneo ad essere insignito di questa prestigiosa onorificenza.
“Bigioni – spiega la giornalista, critica d’arte e gallerista Sonia Terzino che ha consegnato la targa – racchiude e porta in se tutti i tratti del vero artista. Vive e si nutre quotidianamente della sua arte nella quale profonde amore ed energie illimitate. Con Massimo la pittura torna agli antichi splendori, sulle sue tele tornano a vivere le emozioni dei grandi maestri del passato. Osservando i lavori di Bigioni la mente corre immediatamente alle opere d’arte di Caravaggio, del Murillo, di Tiziano, di Antonello da Messina, il tutto sapientemente interpretato da un artista del nostro tempo che, con un occhio, guarda ai grandi della storia dell’arte, ma che poi con le sue doti pittoriche riesce a proiettarsi nel futuro più lontano.
In Massimo la pittura è vita, è energia pura, che esce dal quadro e si espande nell’universo. I personaggi che popolano le sue tele sono figli della sua terra, è da quella realtà che quotidianamente Massimo prende spunto per i suoi lavori. Tuttavia grazie alle sue capacità valica i confini delle austere montagne e parla il linguaggio dell’arte universale.
Con lui nasce una nuova corrente pittorica che è quella del “puro realismo”. Bigioni attraverso i suoi personaggi carismatici, popolari, pieni di forza e di vigore, dotati della dignità di saper sopportare il dolore, getta le basi del nuovo manifesto dell’alienazione, dei turbamenti esistenziali dell’umanità del nostro tempo.
Queste donne e questi uomini, che nascono tra le montagne reatine, racchiudono e portano in se tutti i dolori dell’umanità contemporanea, passano nei loro occhi, tra le rughe delle mani e dei loro volti le sofferenze delle madri dell’Iraq, della Bosnia ed Erzegovina, della Palestina e Gerusalemme, delle donne che quotidianamente vengono stuprate, malmenate, dei padri che perdono i figli ed il lavoro, dei milioni di bambini che ogni giorno muoiono di fame. Massimo con la sua pennellata decisa riesce a raccontarci tutto questo. E’ raro trovare un artista dove convivono felicemente la forza dei personaggi e quella del colore. Non esiste un confine tra l’uno e l’altro, tutto è armonioso, non si sa se nasce prima il disegno o poi la cromia, quello che si evince è che forma e colore prendono vita sincronicamente e si danno reciprocamente luce.
Il risultato è che sono lavori che vivono sempre al di fuori del tempo e dello spazio, e se è la provincia che gli da’ i natali è poi l’universo mondiale il contesto che gli appartiene.
Anche nella pittura sacra Bigioni non punta ad un classicismo di maniera e non trova disdicevole far indossare i panni delle sue Madonne e dei suoi Santi a personaggi popolari, scarni. Tra la sua gente Massimo trova il volto della Madonna, di San Giuseppe da Leonessa, di Gesù e riesce a farlo con una religiosità profondamente pura, trovando in ogni essere umano il riflesso del Divino. Se in alcuni tratti è il cinquecento ed il seicento la fonte d’ispirazione per le sue creazioni, scopriamo un background ancora più antico che affonda le proprie radici nell’arte preraffaellita e peruginesca. Le Madonne di Bigioni hanno il capo coperto, il volto basso, pudico, prive di fronzoli come quelle di Cimabue e Giotto. Questa commistione di stili, di reminiscenze storiche, di vite vissute di un patrimonio genetico mondiale fanno di Bigioni un artista di vero talento che ha saputo dare un nuovo corso alla pittura contemporanea. Lontano dalle mode del momento, lontano dalla tecnologia moderna, Massimo ha saputo fare del suo sapere, della sua genuinità, la fonte primaria della sua arte. Osservandolo attentamente si torna indietro nel tempo, nel suo fisico michelangiolesco, in quello sguardo diretto, puro, troviamo tutta la forza del gladiatore, il diretto discendente della stirpe degli Equi, popolazione così chiamata per il loro amore per la giustizia e che si insediarono nei territori reatini tra l’era paleolitica e neolitica. L’ultimo custode di un sapere atavico, che solo le rocciose montagne hanno saputo preservare e tutelare. Massimo è tutto questo, l’uomo e l’artista vivono sulle sue tele che riflettono un animo bello, nobile, sublime di una persona che riesce quotidianamente ad elevarsi al di sopra delle miserie umane. Bigioni ha trovato nell’arte il veicolo per esorcizzare le sue e le nostre sofferenze, ma in modo particolare ha trovato la parte più bella di se stesso che ogni giorno con forza, saggezza e bellezza riesce a far vivere.


Ufficio Stampa
Sonia Terzino
giornalista, critica d’arte, gallerista

Thursday, December 29, 2011

_A Massa Martana "Arte sotto l'albero"

“Arte sotto l’Albero” questo il titolo dell’esposizione di arte contemporanea che si sta tenendo in questi giorni in piazza Umberto I di Massa Martana Perugia. L’evento organizzato da Enrico Regni e Claudio De Bonis del portale artinumbria.net con la collaborazione della giornalista e critica d’arte Sonia Terzino si inserisce all’interno della decima edizione di Presepi d’Italia.
Alla mostra d’arte, che si avvale del patrocinio del comune di Massa Martana e di Confartigianato imprese Perugia prendono parte: Valentina Angeli, Massimo Bigioni, Alvaro Caponi, Gabriella Maino, Fausto Ciotti, Fabrizio Mecarelli, Michela Meloni, Monia Romanelli, Loretta Bernardini, Cristina Giuliani, Mauro Rampiconi, Lello Negozio, i fotografi d’arte Francesco Castellini e Renzo Cianchetti lo scultore Marco Coraggi.
“Quest’evento – spiega Claudio De Bonis – nasce con l’intento di promuovere e valorizzare l’arte contemporanea. In mostra ci sono sia opere di artisti di valenza internazionale che giovani esordienti, ma tutti dal mio punto di vista degni di nota. Inoltre queste manifestazioni nascono anche con lo scopo di creare delle buone sinergie tra operatori culturali, istituzioni ed amanti dell’arte”.
La mostra si potrà visitare fino al 6 gennaio con orario 15,00 – 20,00 ed ingresso gratuito.

Sonia Terzino

Ufficio Stampa

Tuesday, November 29, 2011

Le Nozze di Cana di Massimo Bigioni saranno presentate al Leohotel di Leonessa in provincia di Rieti


Sarà ufficialmente presentata domenica 11 dicembre alle ore 17,00, presso il Leo Hotel, in Largo Gonesse 1 di Leonessa in provincia di Rieti, l’opera di Massimo Bigioni “Le nozze di Cana”. All’evento, oltre a nomi illustri del mondo della cultura e dell’arte contemporanea, saranno presenti l’Ambasciatore dell’Iraq presso la Santa Sede di Roma Sua Eccellenza Habeeb Mohammed Haidi Ali Al Sadar, il Sindaco di Leonessa Paolo Trancassini, il Presidente del consiglio comunale di Rieti Gianni Turina, il Padre Provinciale dei Cappuccini dell’Aquila Carmine Ranieri, il direttore sanitario della SS Lazio, specialista della medicina dello sport Ivo Pulcini, l’artista di fama mondiale William Tode, i critici d’arte Emidio Di Carlo, Sandro Costanzi, Carlo Roberto Sciascia e Sonia Terzino, la scrittrice Elisabetta Comastri e il Presidente dello Spoleto Arte Festival Luca Filipponi. Il lavoro è stato commissionato al valente artista reatino da Giuseppe Rauco, proprietario del Leo Hotel. L’opera che ha realizzato Bigioni, ispirandosi al primo miracolo di Gesù è un acrilico su tela di imponenti dimensioni, un metro ed ottanta per un metro e quaranta,
“Si è infiltrato nel mio cuore – afferma l’ambasciatore dell’Iraq parlando di Massimo – ancor prima di chiedere permesso alla mia mente. Quando l’ho incontrato la prima volta ho avuto la sensazione che una strana coincidenza mi avesse portato ad un artista unico nel suo genere. L’eleganza della sua natura unita all’ingegnosità della sua arte, la delicatezza della sua sensibilità e la sua disponibilità ad accogliere argomenti inerenti la pace, il dialogo ed altri valori, svelano il perché della mia apertura verso questo magnifico artista”. In realtà Massimo Bigioni racchiude in se tutti i tratti dei grandi pittori del passato che vivono e si nutrono della propria arte.
“Massimo – scrive William Tode – prosegue con le sue creazioni sulla scia della grande tradizione artistica ottocentesca che hanno caratterizzato tutte le scuole pittoriche umbre, laziali e partenopee. Questo è ciò che contraddistingue l’arte di Bigioni, che persegue in splendida solitudine, da autodidatta con dignità esecutiva, una pittura onesta, robusta per impianto sia stilistico che compositivo, mettendo a fuoco aspetti della vita miserevoli di tutti i giorni, del suo proletariato montano”. Massimo Bigioni vanta alle spalle un curriculum di tutto rispetto, tra i tanti riconoscimenti e mostre sia collettive che personali tenute dall’artista ricordiamo la partecipazione al festival internazionale del dialogo tra i popoli sezione pittura, scultura e poesia presso l’Ambasciata dell’Iraq in Italia, mostra personale presso la biblioteca del senato sala Giovanni Spadolini e dono dell’opera “In Movimento” al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, mostra personale alla galleria comunale di Rieti, partecipazione alla 31° edizione del premio internazionale “Fontane di Roma” omaggio a Giovanni Paolo II Sala Protomoteca in Campidoglio, è stato presente per due anni consecutivi all’Expo internazionale Spoleto Arte Festival e al’ Expo Arte internazionale Salvador De Bahia. “Pensando alle Nozze di Cana – scrive la critica d’arte Sonia Terzino – immediatamente vengono in mente i lavori di Paolo Veronese e di Hieronymus Bosch, Bigioni ha saputo dare dell’evento una sua propria e particolare interpretazione. E’ la luce che, sapientemente catturata ed immortalata, invade il volto e gli occhi di Gesù il tratto distintivo del lavoro. Un quadro realizzato con un perfetto equilibrio pittorico dove si fondono felicemente fisica e metafisica. La tela emana una profonda armonia giocata su tre elementi basici: il miracolo del Cristo, la maternità e lo scorrere dell’acqua che da lì a poco diverrà vino. Tre elementi che sono fonte di vita. Quella per cui il figlio di Dio si è fatto uomo ed è venuto sulla terra per dare all’umanità la salvezza e la vita eterna”.


Sonia Terzino
Ufficio Stampa

Wednesday, July 20, 2011

I riflessi di luce di Valentina Angeli


Frammenti rarefatti di luce che brillano tra le fronde degli alberi, che accendono albe e tramonti e si riflettono nello scorrere lento di ruscelli e laghi incantati. Questo il leitmotiv dei lavori di Valentina Angeli, giovane pittrice umbra che ha fatto della luce, sapientemente catturata ed immortalata sulla tela, il tratto distintivo della sua produzione artistica. Con “Riflessi di luce” l'artista ha ufficialmente presentato la sua prima mostra personale presso l'agriturismo Pian del Tevere di Torgiano domenica 17 luglio. L'evento è stato ideato e curato dalla giornalista, gallerista e critica d'arte Sonia Terzino. L' Angeli propone oltre venti tele che raccontano il cammino da lei svolto in questi anni. Valentina ha mosso i primi passi nel mondo dell'arte contemporanea frequentando lo studio del valente maestro ternano Mario Chiocchia. La creativa fin dall'inizio ha dimostrato di possedere innate doti pittoriche che nel corso degli anni è andata sempre più affinando e migliorando fino ad arrivare ad un suo personale percorso artistico.
Tra cielo e terra, tra umano e divino, spaziano le creazioni di Valentina, opere in cui l'artista supera i confini del tempo e dello spazio e si ricongiunge con l'Assoluto. Nella creazione il mistero della vita, ed è questo flatus che ogni volta la pittrice ricerca e riproduce.
I suoi non sono solo paesaggi, ma in modo particolare sono stati d'animo, emozioni, sensazioni, è l'interiorità dell'artista che emerge e si perde nelle meraviglie del creato ed è un crescendo di luci e colori che innalzano l'uomo a Dio. Così nelle tele della creativa si susseguono il tempo e lo scorrere delle stagioni, un ritmo scandito da quegli alberi che si innalzano imponenti verso il cielo e si confondono con le nuvole. Valentina nei suoi lavori annulla le distanze e tutto torna a nuova vita.
Un canto antico aleggia sulle tele della pittrice, una musica ancestrale che unisce tutti i popoli della terra, dall'oriente all'occidente, con quell'amore universale che rende ogni microcosmo una parte del Tutto. In questo modo Valentina immortala il suo amore per la vita, per la natura, per la famiglia, e trovano spazio i sentimenti ed i valori più intimi e sinceri dell'artista, dando anche al più piccolo essere inanimato una dimensione inedita e diversa. Quello di Valentina è un panteismo di greca memoria riletto e rivisitato dagli occhi di una donna del terzo millennio che trova anima e vigore tra le bellezze di verdi campi ed alte fronde.
In ogni cosa Valentina scruta l' anima, l' essenza e la sua natura non è quella matrigna di leopardiana memoria, ma è la Grande Madre da cui tutto prende vita ed origine. E' la natura magnanima in cui molte volte si è persa la penna di Saffo, quella tumultuosa del D'Annunzio, la natura cantata ed osannata da San Francesco, è la stessa musicata da Beethoven, in questo filone si collocano le creazioni della pittrice, che fonde nei suoi lavori pittura, musica e poesia.
Valentina prende l'uomo dell'era contemporanea e lo invita a riflettere, a fermarsi, a trovare il tempo per scrutare nel profondo del proprio cuore e lo porta nei lidi infiniti e sconfinati della bellezza, della purezza incontaminata che solo un'autentica opera d'arte racchiude. Opere dell'artista si trovano in permanenza presso la galleria l'Arte Reale di Bettona e di Cassano Magnago (Varese); molti i premi ed i riconoscimenti che la pittrice ha ricevuto: è stata vincitrice del premio Roberto Quacquarini ed Insula Romana 2010, seconda classificata sezione pittura figurativa Premio Eureka 2011, selezionata tra i primi undici tra i settanta partecipanti al premio internazionale Spoleto Festivalart 2011, mentre in novembre le opere dell'artista saranno esposte in una mostra personale presso il museo Villa Colleredo Mels di Recanati.
La mostra, si può visitare fino al 28 luglio con orario continuato ed ingresso gratuito.

Sonia Terzino
Ufficio Stampa

Tuesday, July 5, 2011

Lo Spazio e la materia 2 mostra personale di Marco Coraggi

Sarà ufficialmente inaugurata sabato 9 luglio alle ore 18,00 presso la galleria l'Arte Reale di Bettona la mostra personale “lo Spazio e la Materia 2 “di Marco Coraggi. L'artista nativo di Perugia, dopo aver frequentato l'istituto d'arte di Deruta specializzandosi in ceramica con i docenti Gianni Busti e Romano Mazzini e l'Accademia di Belle Arti Pietro Vannucci del capoluogo umbro settore scultura con il professore Edgardo Abbozzo, ha intrapreso un proprio cammino personale nel campo dell'arte contemporanea.
Per l'occasione Marco presenterà l'opera realizzata in maiolica dal titolo il “Viaggio”.
“Questo è un lavoro che ho portato a compimento nei primi anni 2000- spiega il creativo- è un' opera piena di simbolismo che racchiude il mio pensiero della vita e del suo divenire. Il viaggio inteso come fonte di conoscenza non solo nell'esplorare nuovi mondi ma in modo particolare nello scoprire la parte nascosta che risiede all'interno di ognuno di noi. In questa mia scultura ho voluto attraverso, forme e colori, racchiudere il magma della vita. L'esterno della creazione è grigio, come l'emisfero terrestre e poi la vela che salpa attraversata da un colore ocra intenso. Il navigante che passa bonacce e tempeste, momenti di gioia e di dolore, ed ho voluto imprimere un colore che stacca con la calma di tutto il resto, quel cremisi segno di coraggio che alberga in ogni novello Ulisse”.
Marco plasma la materia e prende la forma e le sembianze che l'animo dell'artista vuole imprimergli.
Un percorso sempre alla ricerca del nuovo, del non detto quello svolto dal giovane scultore.
Tra le sue creazioni ricordiamo un vaso di ceramica dedicato al Magistrato Giovanni Falcone, che l'artista ha voluto ricordare nel momento più tragico della sua vita quando è stato vittima dell'attentato da parte della mafia. In questa creazione imponente dalle ali di un falco tra le venature marroni si imprime un rosso caldo, il sangue umano versato dal magistrato in nome della legalità.
Alta opera molto interessante di Coraggi è Maida piccola statuetta in ceramica che ricorda le creazioni romane.
Naturalmente reinterpretate dalla mano attenta del creativo. Solo due colori si alternano sulla ceramica il bianco ed il nero, a simboleggiare i due grandi poli in cui si divide l'universo il bene ed il male, la luce e le tenebre, il giorno e la notte ma anche a dire che entrambi sono necessari per l'essere umano che non vi può essere l'uno senza l'altro.
Attualmente opere dell'artista si trovano in permanenza presso la galleria l'Arte Reale di Cassano Magnago Varese
La mostra si potrà visitare fino al 30 luglio tutti i giorni con ingresso gratuito e con il seguente orario 16 – 20.

Sonia Terzino
Ufficio Stampa